L’AREA DEL PORTO MONUMENTALE
L’accesso e l’uscita della città sono ad oggi caratterizzate da un’assoluta mancanza di decoro e senso di accoglienza : luoghi senza confini e senza identità, privi di quel segno tangibile , una porta, che faccia avvertire la sensazione di entrare finalmente a Napoli, città d’arte, di millenaria cultura, illuminata dai raggi di sole e di colore. Pertanto si
1) Propone: La riconfigurazione dell’ingresso in città, attraverso un concorso internazionale di architettura “LA PORTA DI NAPOLI”.
E’ stata anche individuata l’area disponibile che possiede tutte le caratteristiche (anche normative), per potere dare nuovo slancio a questa parte di città, ahinoi considerata solo periferia o area industriale dismessa.
Proseguendo il nostro viaggio verso il porto, la seconda area analizzata “oltre il Waterfront” persegue l’obiettivo di ricucire i rapporti tra la città in fieri (il nuovo porto turistico di Vigliena, l’Acquario, il Parco della Marinella solo per citarne alcuni) ed il territorio circostante.
2) Propone: L’area interessata dalla proposta è individuata, (nella variante al piano regolatore generale), nell’ Ambito 21 – piazza Mercato e piazza del Carmine
Piazza Mercato : in estrema sintesi si propongono due azioni:
La creazione di un mercato coperto ed un centro polifunzionale delle arti e dei mestieri il cui varco d’ingresso sarà marcato dalla Porta del Carmine, oggi utilizzato come spartitraffico.
la riconfigurazione del fronte su via Marina, attraverso l’abbattimento e la ricostruzione di parte del palazzo Ottieri, aprendo finalmente la piazza alla città.
Il tratto di lungomare che collega piazza Municipio con piazza della Repubblica mostra un potenziale legame tra città costruita e ambiente naturale marino, ma di fatto la stessa strada, oggi, è diventata una barriera all’appropriazione del mare da parte di tutti noi cittadini, che ci riconosciamo in quella immagine “panoramica” di appartenenza, pur non riuscendo a goderne. Allora bisogna restituire il mare alla città attuando uno scenario urbano consono :
riscoprendo e mettendo a frutto i potenziali diversi modi di vivere il mare : l’attività portuale; la passeggiata panoramica; la ristorazione; la balneazione; e lo sport. Per intenderci un Borgo Marinaro da riprodurre su tutto il tratto di lungomare. Pertanto si Propone:
LA PORTA DEL MARE:
3) IL RINNOVAMENTO DEL MOLO BEVERELLO con la realizzazione del NUOVO PORTO MONUMENTALE, che possiederà attività commerciali, aree di sosta, spazi espositivi che rappresentino la tradizione storica del porto, nonché l’immagine di città rinnovata. Queste attività saranno dislocate in vecchi capannoni in disuso e con la realizzazione di nuove strutture.
4) IL NUOVO BORGO MARINARO:
IL RINNOVAMENTO E L’AMPLIAMENTO DELL’APPRODO PER LE IMBARCAZIONI PRIVATE con pedane in legno semovibili, adagiate sulle scogliere a cui saranno ancorati dei pontili galleggianti temporanei per l’approdo delle imbarcazioni private.
5) UN PARCO URBANO MARINO:
RICONGIUNGERE LA VILLA COMUNALE AL MARE, dando vita ad un grande spazio verde attrezzato organizzato per ospitare manifestazioni, attività sportive, solarium, e spazi per la balneazione.
Questi interventi saranno realizzati coinvolgendo investitori privati, incentivati da agevolazioni per permessi di occupazione di suolo pubblico, iter burocratici snelliti, prestiti agevolati favorendo nuove opportunità di lavoro di diversa natura e competenza.
6) LA NUOVA MERGELLINA
L’obiettivo primario di questa proposta progettuale è quello di separare il traffico pedonale dall’area carrabile, riappropriandosi così di un contatto diretto, visivo e percepibile, della risorsa mare.
L’intervento sarà definito come una “traslazione” verso la costa dell’”’isola” oggi prevalentemente occupata da chalet e da automobili in sosta, costruendo, in tal modo, un fronte sul mare, a stretto contatto con la spiaggia dei pescatori, così come a immediata utilità per i pontili di attracco. L’ area sarà attrezzata e dotata di tutti quei servizi essenziali, necessari per la piena fruizione di un angolo di paradiso abbandonato dagli uomini.
Riconfigurazione degli chalet, in armonia con il sito, a un’area merchandising e info point per i turisti che arrivano in città (pontile aliscafi), ma anche a una pista ciclabile che consenta agli amanti delle due ruote di percorrere liberamente l’intero lungomare.



E’ da anni che aspetto un alternativa per Napoli, ho letto il suo programma, ho visto i video allegati al sito, condivido gran parte del suo programma, però mi aspettavo anche altro, passaggi fondamentali che anche lei come gli altri candidati ha eluso, lei parla di una porta per Napoli, ma lei si è mai chiesto dove inizia e dove finisce Napoli? Perchè ostinarsi a vedere Napoli come un comune?
Napoli oltre ad avere problemi che conosciamo tutti è afflitta da una grande ipocrisia, che dura da oltre trent’anni, la città non ha più una provincia, non è più capoluogo, è il centro di una conurbazione depressa, Napoli non finisce a San Giovanni o a Gianturco e nemmeno a Pianura e Scampia, la città non è congestionata solo dal suo milione di residenti che si accingerà a votare alle prossime comunali, ma da un comprensiorio di comuni che gravitano intorno al suo perimetro, se anche lei continuerà come tutti gli altri ad avere una visione paesana e non metropolitana di Napoli la città continuerà a svuotarsi. Nel 71 eravamo quasi 1.300.000 oggi siamo scesi a 958.000, faccia attenzione non sono tutti emigrati al nord, molti vivono nell’hinterland dal dopo terremoto completamente estraniati dal tessuto sociale della loro città natale, al di fuori di quella porta che lei vuole costruire. In bocca al lupo.